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Il titolo di questo studio, dedicato ai due capitoli centrali del quarto
vangelo, riporta un frammento della citazione di Gv 12,24: «"Se il
chicco di grano caduto in terra non muore ..." (Gv 11-12)». La citazione è
ben conosciuta e il lettore, familiarizzato con i vangeli, certamente sa
completarla: «Amen, amen vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra
non muore, rimane da solo; se invece muore produce molto frutto» (Gv
12,24). Il testo giovanneo è seguito poi da un altro detto simile: «Chi
ama la propria vita la perde e chi odia la propria vita in questo mondo
la conserverà per la vita eterna» (Gv 12,25).
Le due massime [...] facilmente offrono un prezioso nutrimento alla
meditazione non solo sul mistero della morte salvifica di Gesù, ma anche
sul mistero di ogni vita e morte umana (p. 7).
I due cap. 11-12 [...] acquistano una notevole rilevanza nella
composizione globale del vangelo. Infatti, sembra ragionevole ipotizzare
che i due capitoli costituiscano la sezione centrale del vangelo di
Giovanni (p. 15).
Umanamente sembra del tutto ragionevole pensare che il dolore provocato
dalla morte di suo fratello [Lazzaro] abbia tanto gravato su Marta da
farle fissare gli occhi sulla tomba. Avere fede in Dio non significa
infatti non vedere e non sentire pesantemente le conseguenze della
morte. [...] L'atteggiamento di Gesù, nel suo «alzare gli occhi in
alto», diventa un modello per chi rimane tuttora immerso nella
sofferenza. Mostra che è necessario cercare di «levare la pietra» del
proprio dolore (p. 80).



